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venerdì 24 giugno 2011

LA MIA PRIMA ESPERIENZA CON L' AYAHUASCA


 Spulciando fra vecchi report ho ritrovato quello della mia prima sessione di ayahuasca e mi è venuta voglia di condividerlo qua....ecco dunque:


"Giunta l'ora della cerimonia, ognuno prende posto nella grande sala circolare e crea il proprio spartano giaciglio. Mi ritrovo per scelta vicino a M.,contenta di averlo accanto in quest'esperienza e per caso vicino a L.,altra presenza importante:mi sento protetta da entrambe le parti....
Comincia la dichiarazione degli intenti. Intenti che ogni persona condivide una alla volta, allo scopo di indirizzare il proprio lavoro della notte e focalizzarsi meglio su un tema preciso. Mentre ognuno prende parola rimugino un po' su quel che può essere il mio,di proposito. Sono partita però senza intenti particolari,se non quello -comunque importante- di continuare a percorrere il mio sentiero di autoesplorazione e di introspezione per comprendermi, guardarmi dentro,affrontare i miei fantasmi, i miei angoli bui e polverosi e -perchè no- crescere -e per essere la mia prima esperienza con l'ayahuasca già non mi sembra poco.... sarà quello che più o meno dirò a B. che mi risponderà con un pacato “grazie”. Dopo il tabaquito (infuso di tabacco da inalare allo scopo di focalizzare meglio l'attenzione sul lavoro) di rito che viene fatto girare fra i partecipanti ognuno veniamo chiamati uno alla volta per bere il bicchiere amar-liquirizioso-terroso di Medicina(che a dirla tutta non mi ha poi così terribilmente schifata). Rimasta la luce soffusa delle candele, ognuno si accomoda a modo suo nel proprio giaciglio.
Mi sdraio, chiudo gli occhi e lascio che i canti e la musica di B. mi accarezzino la mente, che ora sente forte la stanchezza del viaggio. Mi ritrovo completamente rilassata, in uno stato di semi-veglia....intanto i miei pensieri cavalcano unicorni e io volo serena, insieme ad essi.....osservo tutto dall'alto ,esternamente, volando sopra a quella grande acqua fatta di me, della mia vita, tra ricordi, persone, decisioni, avvenimenti........comincio a domandarmi se la Medicina cominci a fare il suo effetto, ed ecco che compaiono le prime visioni; prima timide, si accennano,davanti a me sotto forme caleidoscopiche, per poi farsi più forti,travolgenti,se non prepotenti, prendendo contorni nitidi. Io osservo,in contemplazione passiva, e decido di intrufolarmi completamente ,testa compresa, nel saccoapelo, per facilitare la visualizzazione.Là dentro, in quella calda crisalide un mondo mi si spalanca. Ma è un mondo composto da fitte immagini che mi lasciano perplessa: loghi, cartoni animati, scenette insulse o semi-demenziali......mi ritrovo incredula,perplessa....”No,così non va, non ci siamo”, penso. Non ho intenzione di star là, a perder tempo(?), a guardare lo zapping senza senso di quel mondo, o di una parte di me che -fortunatamente- ne fa limitatamente parte. Voglio andare oltre a quest'estetica fine a se stessa. Voglio entrare nel mio profondo.....e così comincio a respirare profondamente (e noto che a differenza della norma mi viene naturale respirare con il plesso solare invece che con il petto) e......come per incantesimo le immagini sfumano, si amalgamano come tempere di colori diversi mescolate velocemente, fino a mutare completamente forma e significato....appaiono immagini fantastiche, esseri incantati, dai corpi di piante, corazzati da guerrieri-cavalieri, con scudi di gusci di lumaca, scenari elfici, molti fiori, intricati, coloratissimi, il piccolo popolo che ride e danza gioso....e io mi unisco, partecipo alla gaiezza e alle danze di questi amici che (ri)conosco: molti di essi mi hanno accompagnato negli anni d'infanzia, occupando gran parte del mio immaginario (ci sono molte immagini che ricordo di aver sfogliato e fissato sognante nei miei libri da piccola). Non mi vedo direttamente con loro. Mi sento con loro. Avverto tutta la mia partecipazione. Avverto di esser legata alle loro azioni, alle loro sensazioni, ai loro pensieri da un cordone invisibile, pulsante. E' bello, magico. Fuori di me c'è calore. Dentro me c'è fuoco. E la danza alla gioia procede, mi lascio travolgere, in balìa di questi amici benevoli, che mi coccolano con affetto con il loro dinamico susseguirsi di sfumature, movimenti. Sento il bisogno di cambiar la mia posizione fisica,così decido di mettermi seduta. Tra l'estasi della musica e il coinvolgimento emotivo non riesco a stare ferma, così inizio a dondolarmi, seduta con le gambe incrociate ed una copertina sulla testa che mi copre fino alle ginocchia.
A tratti avverto una leggera nausea, che riesco a placare con la respirazione, profonda e controllata e il dondolio stesso del movimento, fino a farla pian piano scomparire .
Adesso sono in pieno contatto con le mie visioni, libera di esprimermi con loro e protetta nella mia intimità e...dondolo, dondolo, mi abbandono al coinvolgimento, mi sciolgo....mi abbandono..mi abbandono.....ma non è mai abbastanza, no, c'è ancora qualcosa che mi frena, mi ostacola, mi tiene...ma non riesco ad identificarlo ,nè a dargli un nome, nè un' immagine....allora respiro,respiro profondamente e dondolo, dondolo, dondolo. I respiri sono profondi,intensi, ma soprattutto BUONI e subito ne divento ghiotta. Respiro sempre più intensamente, spesso arrivando a lunghi e profondi sospiri....aaaah, che bello, che buono, che bello!Dondolo, danzo, respiro: sospiri e sorrisi. Un avvolgente calore mi pervade tutta. Un calore di una benevolenza struggente mi scalda, mi entra dentro, lo assorbo, lo trasudo, lo trasformo in vapore che sento sulla mia pelle calda. Calore, pace, uniti ad una gioia genuina, cristallina, primordiale. E difatti il sorriso sulla mia bocca continua ad espandersi, prendendosi tutto il suo spazio sulla mia faccia che riesco a immaginare solo come una grande bocca, carnosa e sorridente. E' un sorriso di completa armonia col tutto, e con me stessa. Felicità non causata da qualcosa o qualcuno, ma una felicità preesistente libera da cause, freni, giudizi. La sensazione è liberatoria, ma c'è qualcosa che trattiene ancora “altro”.....continuo a dondolare, attraversata continuamente da immagini vive e vivaci. La musica che mi giunge è amore e accolgo ogni singola nota col cuore aperto.
Improvvisamente sento qualcosa, una sensazione potente,tra il cuore e il diaframma, qualcosa che si sgancia, si sblocca (si apre?) e il calore interiore si fa più intenso. E' una botta, simile ad una scossa, ma più soffice, ovattata, indolore. E' la catarsi? Finalmente! Finalmente le ultime barriere vengono a cadere, finalmente i lucchetti trovano le loro chiavi o semplicemente..si sgretolano. Catarsi di lacrime gioiose.
Lacrime dolci,di pura felicità -ancora più esplosiva,stupefacente- arrivano alle mie labbra, distese ancora in un sorriso che giudico perfetto in tutta la sua forma e penso “ Questo è ciò che devo essere. Questo è ciò che devo sentire. Questa è l'espressione originaria dell'entrata nell'esistenza”......contemplo questa sensazione, divina, perfetta. Io però so di conoscerla, in fondo. E' antica, ma l'ho provata da, qualche parte, in qualche tempo. E guardo le immagini, ancora, che sembrano far chiarezza sul mio quesito. E' la (ri)scoperta del paradiso perduto della felicità innocente, pura ,dell'infanzia, senza cause, se non quelle di stupore e meraviglia per la scoperta del Tutto. Sono rientrata in contatto con quel libero benessere di bambina, del ridere per ridere e , soprattutto, lo stare bene in semplicità. E' la gemma più pura fra quelle del mio vissuto. E risplende, ancora, con forza, nonostante la polvere che con gli anni l'aveva coperta. Bastava ritrovarla e soffiarci sopra....Provo pace, protezione, sicurezza. Ogni timore è lontano, ogni ombra è scomparsa, perchè adesso ho la luce splendente della mia felicità (niente mostri sotto al letto!!). Trovarsi a confrontare questo benessere infantile, circolare, totale, fluido, con quello marginale, segmentario di ora, di questa vita, di questo presente, è stato inevitabile. E ho visto, consapevolmente, i miei blocchi, le mie corazze, il mio autocontrollo......autocontrollo malsano, deleterio non verso l'esterno, poi, ma verso me stessa, verso il timore della gioia attraverso perversi meccanismi di sensi di colpa. Nonostante questi pensieri, giunti comunque con ali di farfalla, le mie labbra continuano ancora a stirarsi in sorrisi e lacrime di contentezza le raggiungono, nutrendole. Così mi sdraio,sorridente e sospirante.
Intanto,P.,il “vicino” di L. ha cominciato ad emettere terribili ringhi. Lo percepisco come un lupo nella neve e sta molto, molto male. Ma non conosco l'origine del suo dolore. Io ho il mio sorriso e mi conforta, allontana il dolore del lupo. Mi massaggio la pancia, morbida e bollente. Il lupo continua la sua lotta(che però sembra più una rinuncia, un'accettazione) con la sofferenza, esternandola con terribili lamenti. Inizia a infastidirmi davvero. Davanti agli occhi mi si presenta un'esile sfinge, stilizzata, verde, contorni neri, occhi gialli. Quando P. ringhia, la sfinge stringe i suoi artigli con forza. E' davvero brutta. Brutta e verde. Riprendo a respirare profondamente e mi giro in direzione di M., come per cercare forza insieme a lui per combattere quest'ostacolo sonoro che turba la pace della sala. Dondolo ancora, sorrido, mi massaggio, la sfinge è sempre lì, ma ha meno potere, è più fiacca e anche i ringhi, pian, piano, si fanno più lontani............così lontani che spariscono, insieme a tutto, tranne il sorriso, con cui mi risveglio."

18 commenti:

  1. E' bello sentir raccontare queste esperienze. Sono tante le cose che vorrei chiederti.

    In particolare, mi chiedevo quanto incide la ritualità sul "risultato" della visione, e se ci sono differenze tra l'ayahuasca e altre sostanze psicoattive come la mescalina o il peyote.

    Ciao

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  2. Personalmente, soprattutto con piante simili, ritengo che il costrutto rituale sia fondamentale...ma non solo a livello di visioni ( che poi, in realtà, secondo le tradizioni legate a questi riti le visioni non sono lo scopo principale), ma anche per quel che concerne il lavoro nella sua totalità e l'accesso alla dimensione "altra". Non sono esperienze da sottovalutare, nè tantomeno da vivere ludicamente: occorre il massimo rispetto , una guida competente e di esperienza che possa indirizzare al meglio la sessione (soprattutto per chi è alle prime volte) e che, qualora ce ne fosse il bisogno, assista e sia di aiuto al partecipante. Per quanto riguarda le differenze fra l'ayahuasca e altre piante, come il peyote ed il san pedro, sì, ce ne sono: sia a livello di costrutto rituale, sia a livello di esperienza in sè...

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  3. Sì, mi sembra giusto che la parte rituale abbia un ruolo fondamentale nell'indirizzare l'esperienza, e che soprattutto ci si avvicini a queste pratiche con la massima serietà ed umiltà, senza aspettarsi niente in cambio. Ci sono tanti tranelli in cui un cercatore spirituale può incappare, il primo fra tutti è l'EGO SPIRITUALE, cioè l'attaccamento al percorso spirituale come se questo fosse un nostro possesso. Il grande pericolo di tutte le esperienze mistiche, infatti, è che possono essere utilizzate dall'ego per i suoi fini. Dobbiamo mantenere una vigilanza costante per capire se la nostra è una ricerca sincera della Verità o se invece vogliamo gratificare solo il nostro Ego. Non è facile da capire...

    Un giorno anche a me piacerebbe vivere un'esperienza sciamanica, è da tempo che ci penso, ma voglio prepararmi per avvicinarmi nel modo giusto, senza aspettative e con grande rispetto. Non la vedrei mai come uno sfizio o un gioco, ma come una tappa fondamentale del mio cammino.

    Tu hai provato solo l'ayahuasca? Mi chiedevo che genere di differenze avevi notato nel caso avessi utilizzato piante diverse.

    Grazie ancora e scusa per tutte queste domande, ma fai con calma, ora ti lascio, ciao...

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  4. No,non ho provato solo l'ayahuasca,ma anche altre piante-maestro (per es. san pedro,peyote, funghi,infuso di tabacco della foresta amazzonica,etc). Mi trovo comunque in difficoltà a rispondere alla tua domanda...le differenze ci sono,è chiaro, ma è molto, molto difficile descriverle! Posso dirti che, forse, quello che ho notato durante le esperienze, è che magari piante come il san pedro ed il peyote possono connettere maggiormente e con profondità con la natura (anche se poi molto dipende dal contesto rituale in cui queste vengono usate)...l'ayahuasca,invece, mira di più al contatto con il sè, con le parti più profonde del proprio io, anche se ciò può avvenire anche con le altre. Purtroppo ( o per fortuna?) non è davvero facile parlarne, descrivere a fondo le differenze. Sono comunque tutte piante che lasciano qualcosa di signidìficativo dentro, che permettono di entrare in contatto con le parti più profonde del proprio essere e con quella realtà che normalmente non ci è accessibile. Non scusarti per le tue domande, mi fa piacere leggerle, così come risponderti, solo che questa volta mi trovo davvero in difficoltà! :)

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  5. Tranquilla, non preoccuparti, anzi, grazie mille per le tue spiegazioni in materia e soprattutto per la pazienza. Ciao!

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  6. bellissimo blog....appena scoperto ma ho già voglia di leggermelo tutto

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  7. grazie mille!Ora sbircio il tuo ;)

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  8. Ciao, dove posso trovare l'ayahuasca? Nikyno@hotmail.com

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  9. Perù,Ecuador, Colombia...qua è illegale,purtroppo...

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  10. BENE DOPO UNA ESPERIENZA SIMILE CON L'AYAHUASCA UN MIO CARISSIMO AMICO HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE. NON è PIù STATO LO STESSO HA ALLONTANATO TUTTI DAI GENITORI AI PARENTI AGLI AMICI DI SEMPRE ACCUSANDOLI DELLE PEGGIORI COSE. HA ABBANDONATO CASA ED ORA VIVE PER STRADA COME UN BARBONE E NOI TUTTI NON POSSIAMO FAR NULLA POICHè NON SI VUOL FAR CURARE. PREGHIAMO SOLO CHE GLI INVERNI RIGIDI PASSINO IN FRETTA VISTO CHE USA SOLO UN SACCO A PELO PER COPRIRSI!!!!!!!!! ATTENZIONE A QUESTE ESPERIENZE!!!! POSSONO ROVINARVI PER SEMPRE!!!! E NON SOLO LA VOSTRA DI VITA MA ANCHE QUELLA DI CHI VI VUOL BENE!!!!

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  11. Ciao! Ho letto con molto piacere e partecipazione di questa tua prima esperienza.. e sto sbirciando un pò il resto del tuo blog che ho appena scoperto. Anchio sono laureato in antropologia e adesso mi sto specializzando in antropologia medica. "Ufficialmente" i miei studi sono rivolti più all'alimentazione umana e al consumo critico, ma "in privato" diciamo, porto avanti anche queste tue stesse ricerche. Ho studiato svariati libri sullo sciamanesimo, ho fatto alcune mie esperienze "amatoriali" ed una esperienza molto intensa in Brasile.
    Se ti va di parlarne più approfonditamente scrivimi come posso contattarti. A.

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  12. Ciao Andrea,
    piacere di fare il tuo incontro.Scusa se rispondo con ritardo, ma per l'appunto sono stata in viaggio tra Perù ed Ecuador per approfondire ricerche ed esperienze. Se ti va contattami a questo indirizzo mail: lefinestredellapercezione@gmail.com

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  13. ciao volevo sapere se l uso di ayauasca aiuta a combattere disturbi mentali come paure ansia fobie e depressioni in genere perche ho letto da qualche parte che delle persone effette da schizzofrenia sone micg liorate se non guarite

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  14. Devo ammettere di trovare preoccupante sentire (non su questo sito) gente parlare dell'Ayahuasca come se fosse un trip o uno sballo, con quella bevanda non si deve assolutamente scherzare e va presa esclusivamente sotto la guida di un vero Sciamano Amazzonico, se si fa uso di potenti psicofarmaci tipo prozac o altri veleni non ci si deve neanche avvicinare, altrimenti si rischia veramente di lasciarci le penne o di uscirne pazzi.

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  15. mi trovi assolutamente d'accordo: la guida di una persona esperta è senza dubbio indispensabile e anche l'estrema cautela in caso di assunzione di farmaci

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  16. ciao Mesclarina, dovrei fare l'esperienza dell'ayahuasca a fine mese, ma i miei timori e le mie incertezze sono molte, soprattutto leggendo i blog. E' PERICOLOSA? non ho mai fatto uso di nessuna droga, neanche leggera, e il mio timore è quello di lasciarci "la mente sana", ci sono dei miei amici che sono rimasti fusi da usi di pasticche trip o altro... e qiesto mi spaventa. ci sono pericoli fisici o emotivi per cui uno resta scioccato in maniera negativa, o segnato, o pericolosamente compromesso mentalmente?anche leggendo le tesimonianze di alcune persone qui sopra mi sento intimorita.... come faccio a valutare se posso farla o no?

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    1. Ciao Alechim,
      Com'è andata la tua esperienza, se l'hai fatta? Ti faccio questa domanda perché vorrei pure io fare quest'esperienza ma ho i tuoi stessi dubbi che hai descritto nel tuo messaggio.
      Ecco la mia mail:
      ol.gar@libero.it
      Un caro saluto
      Olivier

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  17. Io ho provato anche Sam Pedro...sono stata,male alle inizio ma poi come mi era stato detto sono stata bene..Ho vomitato tutte le mie paure e imieimostri..oggi sono una persona nuova...Nn bevi nn fumo nn uso droghe...e stata un esperienza fantastica

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